RISORSE E CRITICITA’

Il giardino si presenta in un discreto stato di conservazione e con un forte potenziale per creare uno stato di continuità con la casa. La zona giorno dell’abitazione, a partire dalla cucina fino al salotto, si apre infatti in tutta la sua lunghezza sugli esterni (foto 6). La disposizione degli spazi interni reclama quindi una fruibilità maggiore, in tutte le stagioni, con il giardino, tanto da poterlo concepire come un’estensione della casa stessa.

Le criticità maggiori si rivelano nelle scelte sbagliate delle specie arboree (foto 1). In particolar modo i tre aceri americani (Acer negundo) sono inadatti ad uno spazio così piccolo e comportano la necessità, come evidenziato dalle immagini, di effettuare tagli drastici di contenimento (foto 2 e 3). Le capitozzature degli alberi, pur essendo una pratica comune nei centri abitati, arrecano danni profondi e spesso irrimediabili alle piante, oltre che a deformarne, in maniera irreversibile, il portamento naturale. In particolare, i tagli drastici e ripetuti, causano ferite profonde sulle cortecce che aprono la strada all’ingresso di parassiti che, nel tempo, scavano i tessuti vegetali svuotando l’albero. Allo stesso modo, ogni taglio della chioma implica un indebolimento dell’apparato radicale con conseguente riduzione della stabilità della pianta. Le conseguenze, anche se non immediate, ma certe nel tempo, sono lo schianto a terra in presenza di forti venti o alluvioni.
Gli Acer negundo sono alberi di seconda grandezza, a crescita molto rapida, con uno sviluppo in altezza compreso tra 1 9 e i 15m considerati specie infestante a causa della disseminazione dei frutti alati da parte del vento. Inoltre le ramificazioni molto dense, che formano grandi chiome tondeggianti, comportano inevitabilmente una riduzione della luminosità nel giardino.

Nella foto 4 si noti anche la crescita storta del lauro nell’aiuola di fondo.  Anche qui, l’espansione naturale dell’apparato radicale è bloccata dal muro alle spalle e dalla pavimentazione di fronte. e la forma della chioma ha perso la sua naturalezza a causa delle ripetute potature.   Nell’immagine 5 invece la mimosa (Acacia dealbata), è stata incastrata in una risega del muretto senza tener conto dell’accrescimento futuro del tronco in larghezza.

Infine un altro elemento di criticità del giardino è rappresentato dalle pavimentazioni  (foto 6 e 7) che, ad esclusione dell’area di accesso dal cancello da considerarsi più di servizio, conferiscono al resto del giardino un aspetto freddo e impersonale, più adatto ad uno spazio condominiale che ad un giardino privato. Anche gli arredi fissi, ormai in deterioramento, ricordano un vecchio stile tipico degli anni ‘70 dello scorso secolo e risultano abbastanza inutili ad una fruibilità circolare dello spazio.